
Perché il Trentino è diventato un punto di riferimento per i vini PIWI
Non è un caso che il Trentino guidi la produzione di vini PIWI in Italia insieme all’Alto Adige e al Friuli. Ci sono tre ragioni concrete, e nessuna di esse è marketing.
La prima è la Fondazione Edmund Mach. Questo istituto di ricerca di San Michele all’Adige lavora sui vitigni resistenti da anni e ha prodotto alcune delle varietà PIWI più interessanti oggi disponibili in commercio. È anche la realtà che organizza ogni anno la Rassegna Nazionale PIWI — il concorso di riferimento per i produttori italiani.
La seconda è il clima. L’altitudine e le escursioni termiche tipiche delle vallate trentine riducono naturalmente la pressione fungina. Le viti resistenti in questo contesto rendono ancora di più — meno stress, meno interventi, più espressione territoriale.
La terza è la cultura. In Trentino l’attenzione alla viticoltura sostenibile ha radici profonde. I produttori che scelgono i PIWI non lo fanno per seguire una tendenza — lo fanno perché il territorio lo permette e lo incoraggia.
Le zone produttive e le varietà più diffuse
I vigneti PIWI trentini si trovano prevalentemente nelle vallate alpine, a quote tra i 400 e gli 800 metri sul livello del mare. L’altitudine è una variabile decisiva — allunga la stagione vegetativa, rallenta la maturazione e concentra gli aromi senza perdere acidità.
Le varietà più utilizzate in Trentino sono il Solaris e il Bronner per i bianchi, il Termantis e il Prior per i rossi. Sono vitigni con caratteri distinti, non interscambiabili, capaci di esprimere il territorio in modo preciso.
La Valle del Chiese e Bondaion
La Valle del Chiese è una delle vallate più isolate e meno conosciute del Trentino. Si estende a sud-ovest della provincia, tra il Parco Naturale Adamello Brenta e il confine con la Lombardia. Il fiume Chiese scorre lungo la valle, i boschi di abete e larice coprono i versanti, e i paesi — Sella Giudicarie, Storo, Lardaro, Daone — vivono di agricoltura e allevamento da secoli.
Bondaion è qui. Ed è la prima cantina della Valle del Chiese a produrre vini da vitigni resistenti.
L’azienda è nata nel 2018 da un’idea precisa: unire l’allevamento di quarter horse — con tanto di risultati agonistici nel reining a livello nazionale — e la produzione di vino da uve PIWI. Non è una combinazione casuale. È un progetto agricolo coerente, radicato nel territorio e orientato alla qualità senza compromessi.
I vini PIWI di Bondaion
La linea comprende quattro etichette.
Cherios è il bianco d’ingresso: giallo paglierino brillante, floreale e fruttato, 12% vol. Prodotto da uve resistenti coltivate nelle Giudicarie.
La Cióla è il bianco di carattere: giallo con riflessi verdolini, floreale e agrumato, sorso pieno e persistente, 12,5% vol.
El Fronte è il bianco strutturato: giallo paglierino, agrumi e frutti esotici al naso con note di drupacee, corpo pieno, 12% vol. L’etichetta porta una carta topografica storica della Valle del Chiese.
El Losc è il rosso: porpora impenetrabile, frutta rossa con sentori vegetali, tannino deciso, 13% vol. Ha ottenuto la menzione d’onore alla Rassegna Nazionale PIWI della Fondazione Edmund Mach nel 2022 — uno dei riconoscimenti più autorevoli per la viticoltura resistente italiana.
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